Sono d'applicazione le nuove norme dell'UE per migliorare l'equilibrio di genere nei consigli delle società

16/01/2025, 10:12

Commissione UE: Un altro progresso nell'ambito della strategia per la parità di genere 2020-2025

Dalla fine del 2024 si applica la direttiva sull'equilibrio di genere nei consigli delle società, con l'obiettivo di conseguire una rappresentanza di genere più equilibrata nei consigli delle società quotate in tutti gli Stati membri dell'UE.

La direttiva fissa per le grandi società quotate dell'UE un obiettivo del 40% dei posti di amministratore senza incarichi esecutivi e del 33% del totale dei posti di amministratore occupati dal sesso sottorappresentato.

Il termine per il recepimento da parte degli Stati membri era il 28 dicembre 2024 e le società devono raggiungere gli obiettivi entro il 30 giugno 2026.

La percentuale di donne presenti nei consigli delle società è in media del 34% nell'UE. Dal 2010 la rappresentanza delle donne nei consigli delle società è migliorata nella maggior parte degli Stati membri dell'UE, ma i progressi sono stati disomogenei e in alcuni Stati membri la situazione ristagna. Ad esempio nel 2024 le donne rappresentavano il 39,6% dei membri dei consigli delle maggiori società quotate in borsa nei paesi che hanno introdotto quote di genere vincolanti, contro il 33,8% nei paesi che presentano misure non vincolanti e un mero 17% nei paesi che invece non hanno adottato alcuna misura.

Obiettivi chiari in materia di rappresentanza e nomine trasparenti per migliorare l'equilibrio di genere

Gli Stati membri devono ormai aver recepito nella legislazione nazionale le norme della direttiva, tra cui:

  • misure specifiche vincolanti per la procedura di selezione dei membri dei diversi consigli, con criteri trasparenti e neutri dal punto di vista del genere;
  • norma di preferenza per il candidato del sesso sottorappresentato – nel caso siano presenti candidati di entrambi i sessi ugualmente qualificati;
  • divulgazione dei criteri di qualificazione, se richiesto da un candidato non selezionato;
  • impegni individuali delle società quotate a raggiungere l'equilibrio di genere fra gli amministratori con incarichi esecutivi;
  • informazioni sulla composizione dei consigli e sugli ostacoli che si frappongono al conseguimento dell'obiettivo della direttiva, se del caso, e sulle azioni intraprese per superarli;
  • sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive per le società che non rispettano gli obblighi di selezione e comunicazione trasparenti. Le sanzioni sono definite dagli Stati membri e possono comprendere ammende e la decisione di dichiarare nulla o annullare la nomina degli amministratori contestati, se necessario;
  • la direttiva impone inoltre agli Stati membri di pubblicare un elenco delle società che hanno conseguito gli obiettivi di equilibrio di genere e di designare uno o più organismi per la promozione, l'analisi, il monitoraggio e il sostegno dell'equilibrio di genere nei consigli.

Prossime tappe

La Commissione verificherà che gli Stati membri notifichino le misure di recepimento e se le misure recepiscano correttamente le disposizioni della direttiva. La Commissione può avviare procedure di infrazione nei confronti degli Stati membri che non notificano il recepimento o non recepiscono correttamente la direttiva. Durante tutto il processo di recepimento la Commissione ha aiutato gli Stati membri a garantire il corretto recepimento, ad esempio attraverso seminari e consultazioni bilaterali.

Contesto

L'Eurobarometro speciale del 2024 sugli stereotipi di genere mostra che in generale i cittadini dell'UE sono a favore della parità di genere in quanto vantaggiosa per tutti. Sono stati registrati progressi positivi, con tre intervistati su quattro che hanno concordano sul fatto che anche gli uomini beneficiano della parità di genere. Il 55% dei cittadini dell'UE è favorevole all'introduzione di misure volte a superare la sottorappresentazione delle donne nei processi decisionali.

In tutta l'UE le donne rappresentano il 34% dei membri dei consigli delle più grandi società quotate in borsa, dei consigli di vigilanza o dei consigli di amministrazione. L'indice 2024 dell'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere (EIGE) ha assegnato all'emancipazione femminile nei processi decisionali economici una valutazione di 57,6 punti su 100, ossia 2,9 punti in più rispetto al 2023.

Gli interventi legislativi tesi a superare lo squilibrio di genere continuano a stimolare i progressi e i dati dimostrano che lo squilibrio di genere è più del doppio nei paesi che non hanno preso provvedimenti sostanziali rispetto a quelli che hanno introdotto misure. I paesi con quote nazionali registrano la percentuale più elevata di donne nei consigli delle società quotate.

Nel novembre 2012 la Commissione ha proposto la direttiva sull'equilibrio di genere nei consigli delle società. Dopo dieci anni di discussioni, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno raggiunto un accordo politico nel giugno 2022. Il termine per il recepimento delle disposizioni della direttiva è stato fissato a due anni dopo, il 28 dicembre 2024.

Per sfruttare i progressi compiuti nell'ambito della strategia per la parità di genere 2020-2025, la Commissione adotterà il prossimo anno una tabella di marcia in materia di diritti delle donne al fine di rafforzare ulteriormente l'impegno a favore di un'Unione dell'uguaglianza e gettare le basi per rafforzare i diritti delle donne e aprire loro opportunità nel mercato del lavoro e nelle posizioni dirigenziali.

Per ulteriori informazioni

Direttiva sull'equilibrio di genere nei consigli delle società

Azione dell'UE in tema di promozione dell'equilibrio di genere nei processi decisionali – Commissione europea

Eurobarometro speciale 545 sugli stereotipi di genere

Procedure di infrazione

Indice sull'uguaglianza di genere 2024

Strategia per la parità di genere 2020-2025


"Quando parliamo di equilibrio di genere parliamo di equità per tutti. Le pari opportunità devono essere garantite in tutti gli aspetti della vita. La direttiva rappresenta una pietra miliare: le norme adottate dall'UE nel 2022 devono ora essere applicate dagli Stati membri e contribuiranno a liberare lo straordinario potenziale delle donne per stimolare la crescita e l'innovazione. Darò seguito al processo per garantire che questa importante normativa sia recepita in modo corretto dagli Stati membri e applicata con diligenza. Insieme possiamo infrangere il soffitto di cristallo." 

Hadja Lahbib, Commissaria per la Parità e per la Preparazione e la gestione delle crisi


EU Commission presscorner