Contro la violenza sulle donne: L'Alto Adige tiene gli occhi aperti

18/11/2024, 15:20

Azioni e misure per la Giornata contro la violenza sulle donne del 25 novembre - Più donne usufruiscono dei servizi offerti dai consultori.

Con il motto "L'Alto Adige tiene gli occhi aperti" fino al 10 dicembre si svolge una campagna di sensibilizzazione provinciale che richiama l'attenzione sulle diverse forme di violenza contro le donne (foto: ASP/Fabio Brucculeri)
Con il motto "L'Alto Adige tiene gli occhi aperti" fino al 10 dicembre si svolge una campagna di sensibilizzazione provinciale che richiama l'attenzione sulle diverse forme di violenza contro le donne (foto: ASP/Fabio Brucculeri)

760 donne si sono rivolte a un centro di consulenza nel 2023 per sfuggire a una situazione di violenza. Sono circa 160 donne in più rispetto al 2022. Dati raccolti dall'Istituto provinciale di statistica ASTAT, presentati in anteprima dall’Assessora Rosmarie Pamer (il rilevamento dettagliato sarà pubblicato da ASTAT il 22 novembre) alla presentazione odierna delle azioni della giornata contro la violenza sulle donne.

Insieme al Presidente Arno Kompatscher, alla Presidente Ulrike Oberhammer e la Vicepresidente Nadia Mazzardis della Commissione provinciale per le pari opportunità per le donne, la Rete contro la violenza sulle donne, il Servizio donna e l'Ufficio per la protezione dei minori e l’inclusione sociale, Pamer è convinta dell'iniziativa “L’Alto Adige tiene gli occhi aperti". Si concentra sulle molteplici forme di violenza, a volte invisibili, che le donne affrontano.

„Non possiamo lasciare sole le vittime e le loro famiglie, perché troppo spesso purtroppo si guarda dall'altra parte quando accade la violenza. Le vittime riferiscono che il comportamento aggressivo era noto e tuttavia troppo spesso nessuno ha guardato. Questo vale per la violenza sul posto di lavoro, nelle proprie case, nello sport e in chiesa. Se è così, allora la conversione da vittima a colpevole è spesso attribuita alle donne. Per questo è importante iniziare già a scuola e formare il personale in tutti i settori, tra cui negli asili e nelle scuole, nell'ambito sanitario, nei tribunali. Solo attraverso una rete forte e stretta, che comprenda anche il lavoro con gli autori di violenza, possiamo rendere visibile la violenza e portare un cambiamento culturale", ha affermato la Presidente della Commissione provinciale Oberhammer.

La Vicepresidente Nadia Mazzardis si rivolge soprattutto agli uomini: “Siamo immersi in una cultura predatoria e del possesso, in cui le donne vengono giudicate per strada ad alta voce, alle quali in ufficio si giudica pubblicamente come sono vestite, alle quali si rivolgono sguardi scanner, neppure mal celati. Serve un’assunzione di responsabilità da parte del genere maschile, che deve biasimare pubblicamente questi comportamenti, altrimenti le donne considerate ancora oggetti da soppesare in pubblico, continueranno ad essere oggetti da possedere nel privato e se ti vengono ‘portati via’, puoi sentirti autorizzato ad uccidere. “

Tutti i presenti erano d'accordo sul fatto che occorreva cambiare le cose e dare un segnale, perché la violenza contro le donne non deve avere posto. “Guardare dall'altra parte non è un'opzione, non per la politica, non per la società", ha sottolineato anche l’Assessora Pamer.

Sensibilizzare a tenere gli occhi aperti

La campagna di sensibilizzazione si tiene dal 26 novembre al 10 dicembre e fornisce approfondimenti su cinque forme nascoste di violenza di genere: linguaggio e umorismo sessisti, educazione a ruoli di genere stereotipati, oggettivazione sessuale nei media, Victim blaming e Catcalling. Ulteriori informazioni sono disponibili alla pagina web dedicata. La campagna è stata sviluppata dalla Rete contro la violenza sulle donne, che comprende la Commissione provinciale pari opportunità per le donne e il Servizio Donna oltre a 20 associazioni e organizzazioni, in collaborazione con l'Agenzia di Stampa e Comunicazione. “La violenza è un fenomeno complesso, per cui sono necessarie diverse contromisure”, ha detto Sigrid Pisanu dell'associazione "Donne contro la violenza - Frauen gegen Gewalt", che gestisce la casa delle donne di Merano.

Per sostenere le donne vittime di violenza, due anni fa è stata approvata una legge provinciale sulla prevenzione della violenza che attualmente è in fase di attuazione. “Il monitoraggio e l'attuazione della legge è una funzione importante dell'Ufficio per la tutela dei minori e l'inclusione sociale", ha precisato la direttrice Astrid Wiest. Nell'ambito del piano triennale 2023-25, si sta lavorando per espandere il servizio delle case delle donne alle Comunità comprensoriali di Oltradige-Bassa Atesina, Salto-Sciliar e Val Venosta. Inoltre, sono attivi anche interventi per gli autori di violenza di genere; le linee guida sono attualmente in fase di revisione da parte della Ripartizione Politiche sociali.

Il video della conferenza stampa: Iniziative contro la violenza alle donne

Il materiale della campagna è disponibile al Servizio donna della Provincia, prego prenotare a serviziodonna@provincia.bz.it .


Supporto qui

È possibile trovare supporto ai seguenti numeri verdi disponibili 24 ore su 24:

Centro antiviolenza e casa alloggi protetti GEA a Bolzano: 800 276 433

Centro antiviolenza e casa alloggi protetti "Donne contro la violenza" a Merano: 800 014 008

Centro antiviolenza e casa alloggi protetti a Bressanone: 800 601 330

Disponibilità telefonica a orari fissi:

Alloggi protetti KFS a Bolzano: 800 892 828 (dal lunedì al giovedì dalle 8.00 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 17.00, il venerdì dalle 8.00 alle 12.30).

Centro antiviolenza e alloggi protetti a Brunico: 800 310 303 (dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.00).


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